Bastia

Muore travolto da un furgone

Ennio Piccardi era uscito per fare un giro ed era a pochi chilometri da casa
Impatto fatale per un uomo di 78 anni in bicicletta
ASSISI – Morire mentre tranquillamente si va in bicicletta in una calda mattina d’ottobre, sulla strada che da Petrignano d’Assisi porta a Bastiola: è successo ieri mattina,la vittima è Ennio Piccardi, 78 anni (residente alle porte di Bastiola,in via Ceppaiolo), che per cause e responsabilità ancora al vaglio dei carabinieri di Assisi e Petrignano,è morto nell’impatto fra la sua bici e un furgone condotto da un albanese di 39 anni, risultato negativo ai controlli per alcol e droga.La tragedia è avvenuta lungo un tratto di strada pianeggiante adatto per chi, e nella zona sono molti, a prescindere dall’età vuole fare una passeggiata in bicicletta. L’impatto con il furgone e la violenta caduta al suolo sono stati fatali per il settantottenne ciclista che, sbalzato dalla bici, ha fatto un volo di circa dieci metri per poi sbattere violentemente la testa sull’asfalto: le condizioni dell’uomo sono apparse subito gravissime, i soccorritori del 118 giunti sul posto hanno cercato di rianimarlo e stabilizzarlo; tutto è stato inutile, l’anziano è deceduto poco dopo l’arrivo dei paramedici.Secondo i primi rilievi dei carabinieri che ora dovranno far luce sulla vicenda, sembra che l’uomo stesse viaggiando in sella alla bici in ordine del suo senso di marcia,allineato sul bordo destro della carreggiata:l’incidente sarebbe dunque stato una tragica fatalità, ma i militari stanno per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro per individuare eventuali responsabilità:per ora l’unica certezza è che l’albanese alla guida di un furgone Fiat Iveco Daily in cui era presente anche la moglie, è risultato negativo ai test per droga e alcol che in casi del genere sono di prassi.
La morte di Piccardi riapre le polemiche sulla pericolosità di viale Indipendenza, più volte teatro di incidenti, mortali e non, comunque tutti piuttosto gravi: una situazione insostenibile per i residenti,che nei mesi scorsi avevano firmato una petizione affinché si intervenisse per limitare la velocità delle auto e delle moto lungo quel tratto di strada (fermo restando che non è chiaro se la velocità abbia qualcosa a che fare nel sinistro di ieri).Istanze non ascoltate, richieste che ieri mattina sono riemerse a pochi metri di distanza da dove un uomo ha perso la vita: i cittadini vogliono risposte alle loro sollecitazioni, chiedono che gli enti preposti – anche approfittando dell’assenza di ostacoli, visto che la strada costeggia solo terreni di proprietà di concittadini che forse sarebbero disposti a cederne un po’ in cambio di una maggiore sicurezza – costruiscano un marciapiede, una corsia di sicurezza o una pista ciclabile,comunque un qualcosa che metta i pedoni e i ciclisti ai riparo da pericoli, e da una conta di incidenti che, di sinistro in sinistro, aumenta
sempre più.
Flavia Pagliochini

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